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   Sanità:
  Criticità U.O.C. Pronto Soccorso Presidio Ruggi
   
Criticità U.O.C. Pronto Soccorso Presidio Ruggi In riferimento all’oggetto spiace dover segnalare alla Direzione Generale e agli organi competenti, ognuno per le proprie competenze, che, al di là dell’aumento della curva epidemiologica e dell’indice di trasmissibilità dell’agente virale Covid-19 con conseguente aumento considerevole dei casi ospedalieri che ha coinvolto sia utenti che operatori sanitari mandando in blackout il presidio, il DEA di II livello è andato in “cortocircuito”. Sembrerebbe manifesto, considerando i dati che vengono espressi dalle varie unità di crisi delle varie regioni, e dalle cronache dei mass media rispetto all’ingolfamento dei vari presidi: ma
purtroppo non è proprio così, ovvero non vi è possibilità, soprattutto per ragioni logistiche che impediscono di definire percorsi in sicurezza, di affrontare in maniera adeguata utenti NO/Covid, Covid conclamati e sospetti.

A tal fine si rappresenta:

·        gli spazi, per quanto possano essere virtualmente ben divisi, secondo le nuove dinamiche epidemiologiche, possono comunque compromettere le aree pulite;

·        i percorsi inizialmente creati efficientemente non sono più lineari e non hanno potere di tutela e sicurezza se vengono assaliti da numeri ben oltre le potenzialità d’impatto, sia in termini di spazi che di risorse umane;

·        la mancanza di uno spazio interamente dedicato ai pazienti positivi Covid-19 ovvero l’utilizzo di spazi non sufficienti a ricevere la mole di utenti che negli stessi si riversano;

·        la non sufficienza di un’aria “pulita” per i pazienti NO/Covid ma affetti da altre patologie.

La difficoltà nella suddivisione in aree omogenee, costretta ad essere riorganizzata su una struttura

precaria nell’ordinaria filiera sanitaria, già di per sé, mostra tutti i suoi limiti che si riflettono negativamente sui percorsi e sulle azioni preventive da parte del personale preposto, nel cercare di garantire la sicurezza per sè stessi e per gli utenti. Sicuramente codesta azienda avrà verificato lo stress da lavoro a cui sono allo stato soggetti i lavoratori della struttura, con grave e conseguenziale rischio di andare incontro ad eventi avversi, nel tentativo di salvare vite umane, che a tratti sembra inutile. In precedenza all’interno della piattaforma del Pronto Soccorso coesistevano 5 stanze di isolamento, ovvero ex P.S. ortopedico, ex area triage e tenda esterna di fianco al P.S. Attualmente, con l’aumento esponenziale dei contagi e di pazienti infetti con gravi sintomatologie, è stata inserita anche l’area codici rossi, rendendo precari i percorsi costituiti precedentemente “ad hoc”. La situazione attuale si caratterizza quale caos generalizzato, dando insicurezza per chi ci opera, con forte dispendio di energie. Permane un’assenza di aree che, per forza di cose, potrebbe compromettere lo stato di salute di altri pazienti ivi stazionanti per altre patologie, rendendo inefficaci le barriere preventive. Appare evidente che risulta inutile aumentare la dotazione organica, sia di infermieri che di operatori socio sanitari, in quanto non è la sola quantità espressa in profili professionali a rendere un percorso non viziato, ma anche e soprattutto un’architettura ed una logistica che rende più fluidi e meno intrecciati i percorsi. Per quanto espresso si dovrebbero ipotizzare:

·        Un’area interamente dedicata ai pazienti infetti, con annesso personale solo per questi ultimi;

·        Un’area interamente dedicata per i sospetti Covid;

·        Un’area interamente dedicata per i pazienti non infetti ma che hanno, in egual misura, la stessa importanza dei primi, con annesso personale dedicato;

·        La possibilità di acquisire in tempi brevi il ricovero per i pazienti dedicati;

·        Filo comunicativo diretto con la centrale operativa 118 per osservazione dei posti letto liberi nel presidio, così da non creare congestione di ambulanze dinanzi l’area “camera calda”, poiché comporta la sosta di questi per diverse ore con pazienti a bordo, così come attivato in data 11/11/2020 con la nota prot. N° 2020/24498.

Riscontrando anche le difficoltà applicative di percorsi chiari, definiti e differenziati evidenziati anche per l’ASL Salerno, si rilancia la necessità di progettare una integrazione della filiera tra aziende sanitarie, al fine di identificare, riorganizzare e razionalizzare aree ospedaliere interamente dedicate ai pazienti Covid ed identificarne altre Free/Covid, al fine di dare certezza di cure e salvaguardia in sicurezza. Si rinnova e si rinnoverà all’infinito l’invito ad un atteggiamento responsabile e rispettoso del ruolo delle componenti sindacali invitando a confrontarsi sulla materia, anche attraverso l’organismo paritetico, in modalità videoconferenza, consapevoli che a breve di tali omissioni, qualcuno ne pagherà il conto.

Il Segretario Generale
Pietro Antonacchio
Firma autografa omessa ai sensi
dell’art. 3 del D. Lgs. n. 39/1993

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Venerdì 13 novembre 2020
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