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   Cronaca:
  Criticità Presidio Ospedaliero di Cava dei Tirreni La pandemia dei pazienti non COVID
   
Criticità Presidio Ospedaliero di Cava dei Tirreni La pandemia dei pazienti non COVID “Purtroppo come sempre accade la programmazione e la riorganizzazione dei servizi segue l’andamento delle presunte priorità poiché la poca capacità mostrata in regime ordinario si accentua gravemente quando si deve gestire l’eccezionalità. Già nella prima fase l’andamento epidemiologico ha determinato la sospensione totale delle attività di elezione ed ambulatoriali, ora si parla addirittura di una sospensione totale, inaccettabile per la struttura metelliana e per tutta la comunità di riferimento - afferma il delegato della CISL FP di Cava dei Tirreni Biondino Gaetano - La paventata ipotesi di chiusura della rianimazione nel concreto è la chiusura definitiva di tutte le attività quindi non solo quelle di elezione ed ambulatoriali ma anche quelle di emergenza ed urgenza in quanto il pronto soccorso si ridimensionerebbe a PSAUT ovvero postazioni fisse di primo soccorso territoriale quale struttura di primo intervento, attiva sulle 24 ore in cui è prevista l'assistenza medica per casi di
minore complessità, l'osservazione medica breve e la piccola chirurgia, ed è in grado di fornire una prima risposta a problemi di urgenza o emergenza per i cittadini che si presentano ma che a causa della chiusura della rianimazione dovrebbero poi essere trasferiti andando ad ingolfare ulteriormente il pronto soccorso dello stabilimento Ruggi di Salerno. Appare evidente - continua il delegato della CISL FP - che l’ascesa della curva dell’epidemia e le stesse indicazioni regionali impongono una maggiore attenzione a processi di accorpamento e di razionalizzazione, ma gli stessi devono essere governati contemperando gli obblighi di garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio provinciale e per tutta la comunità di riferimento. Chiudere lo sanno fare tutti e chiunque - conclude con rammarico Biondino - e forse la precedente esperienza non ha insegnato nulla atteso che la unità di crisi avrebbe dovuto immaginare che una ripresa della ingravescenza dell’epidemia, da più parti ipotizzata da valenti specialisti del settore, consigliava cautela e massima attenzione e quindi di non smantellare tutto quanto messo in atto. Speriamo che almeno questa volta il buon senso prevalga poiché a tratti sembra un elemento estraneo alla direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera di Salerno. “Un errore nella programmazione e riorganizzazione dei servizi - incalza Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP di Salerno - causerà la pandemia dei pazienti non covid che consiste nel grave rischio che molti cittadini corrono di ammalarsi di patologie dagli effetti nefasti se prese in tempo. Avere una visione ampia richiede grandi competenze ma soprattutto un enorme coraggio e uno staff adeguato a gestire un sistema complesso come quello sanitario. Speriamo di cavarcela tutti e che la fortuna ci assista. Ne abbiamo un grande bisogno.” >>>>> continua a leggere
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Giovedì 8 ottobre 2020
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