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   UDIENZA PRELIMINARE PER IL CTU SU DE VIVO CON DIFETTO PROCEDURALE
    UDIENZA PRELIMINARE PER IL CTU SU DE VIVO CON DIFETTO PROCEDURALE





    Mercato S. Severino. Si è celebrata in questi giorni l’udienza preliminare per il conferimento dell’incarico Ctu (consulenza tecnica d’ufficio), riguardo la verifica della capacità di intendere e di volere relativamente a Giovanni De Vivo, 32enne di Mercato S. Severino che nell’agosto del 2015 ha ucciso la madre - Antonietta (Clara) De Santis – e la sorella Deborah (29enne) strangolando la prima e soffocando la seconda. Un assassinio orribile, di cui ancora non sono chiare tutte le dinamiche. Un evento luttuoso che ha agghiacciato l’intero paese. Chissà cosa covava, sotto la lucida follia di Gianni De Vivo, la psiche del giovane – considerato tranquillo, anche se pare fosse in cura per disturbi mentali… Una situazione, quella dei De Vivo, che si era acuita qualche anno fa per la morte del padre – Nunzio – titolare negli anni ’80 de “La fonte del baby chic”, un negozio di abbigliamento situato al centralissimo corso Diaz, accanto a una rivendita di frutta e ortaggi e vicino a una merceria. Sembra che tutti sapessero, in paese, della precarietà del nucleo familiare – anche se alcuni affermano, sicuramente non sapendo tutto fino in fondo, che i De Vivo fossero agiati. Altri hanno affermato invece che fossero in ristrettezze economiche. Si è detto di tutto e di più, ad esempio che Antonietta sgridasse i figli e li maltrattasse; oppure che Giovanni De Vivo – non studente di Ingegneria, come alcune voci hanno fatto credere, bensì di Infermieristica (esattamente in Scienze Infermieristiche, con 85/110, iscritto all’albo professionale specifico) uccidendole avrebbe inteso liberarle dal demonio… Su questo, in verità, si sta ancora indagando – dato che il giovane ha fornito agli inquirenti diverse e contrapposte versioni. Insomma, il classico “caso” di debacle da parte delle politiche sociali del territorio, a volte poco attente o tempestive nel prendersi cura delle emergenze comprensoriali. Tornando all’udienza preliminare, tenutasi presso i locali del tribunale di Nocera Inferiore – gup Alfonso


Scermino – il tutto non si è svolto nei termini programmati: la difesa della costituenda parte civile della persona offesa, ovvero Ugo De Santis – fratello di Antonietta e zio di Deborah De Vivo – l’avvocato Rosaria Vietri, ha fatto rilevare l’omessa notifica del decreto di giudizio immediato proprio alla persona offesa (Ugo De Santis); il processo – è d’uopo ricordarlo – nasce a seguito del ritrovamento, in data 4 agosto 2015, dei cadaveri di Antonietta De Santis e di Deborah De Vivo. Le due donne uccise dal 32enne. Sembra che al momento del fermo l’assassino abbia anche addotto il suo comportamento alla penuria di soldi e allo stato di indigenza in cui la famiglia, dopo la morte del capofamiglia, era ulteriormente scivolata. Intanto non si è potuto procedere al conferimento dell’incarico Ctu, per un vizio di forma, un “difetto” procedurale: il magistrato (pm) è infatti tenuto a comunicare il giudizio immediato non solo all’imputato e al difensore (De Vivo è assistito dal legale di fiducia Paolo Corsaro, non un tecnico d’ufficio) ma anche alle parti lese. L’udienza di trattazione – che prevede la regressione del procedimento alla fase antecedente la nullità rilevata – sarà appunto trattata il 3 maggio prossimo. La persona offesa – ossia proprio De Santis, rappresentato dal legale Rosaria Vietri – nelle more provvederà a integrare l’attività investigativa con ogni elemento utile e opportuno a far chiarezza sulla vicenda e sulle reali ragioni e motivazioni che hanno spinto l’imputato a commettere l’atroce delitto. Proseguirà – dunque – potenziata l’attività investigativa inerente il caso. Si spera, così, da infondere pace nell’animo non solo di Ugo De Santis e delle – ormai defunte – parenti, ma anche di Gianni – assicurandogli certamente delle cure idonee a superare le sue problematiche. Un ragazzo comunque sensibile e intelligentissimo, mentre la sorella era timidissima e chiusa di carattere; la dolce Deborah era anoressica e non – come pure è stato affermato – autistica. Per quanto concerne Gianni De Vivo, si allegano foto che lo ritraggono mentre discuteva la tesi di laurea.



di: ANNA MARIA NOIA
di: Anna Maria Noia

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